Approfondimenti e notizie

1/10/2011 - Commenti aperti... Verso il Convegno Experimenta 2



"Carissimi,

in collaborazione con la Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e per l'autonomia scolastica, stiamo procedendo alla realizzazione del secondo convegno EXPERIMENTA, il primo aveva cominciato la riflessione soprattutto sulla flessibilità e sulla didattica laboratoriale. Il lavoro, condotto in collaborazione con alcune scuole, ha prodotto un documento che è qui allegato. Con questa discussione vogliamo approfondire ulteriormente le nostre tematiche sulla diffusione della cultura scientifica attraverso un rinnovamento radicale nell'insegnamento delle scienze, per tutto l'arco scolastico e particolarmente nella secondaria. Alla base stanno i concetti di laboratorialità, intreccio fra teoria e pratica sperimentale, cittadinanza scientifica, cultura della scelta. Obiettivo che ben si concilia con le nuove esigenze educative, energicamente richieste dall'Europa: imparare a governare il cambiamento, prender decisioni in condizioni di incertezza, gestire conflitti, affrontare l'imprevedibile, saper pensare per relazioni, costruire un'identità. I contributi raccolti in questa discussione arricchiranno la discussione delle tavole rotonde del convegno.
Un caro saluto,
Luigi Berlinguer"

 

La Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e per l'autonomia scolastica, in collaborazione con il Comitato per lo Sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica, organizza il 20 e 21 Ottobre 2011 a Roma il Convegno "Experimenta 2" (/Programma EXPERIMENTA.doc il programma ) con lo scopo di proseguire la riflessione sull'insegnamento delle scienze nella scuola secondaria superiore, iniziata nell'aprile dello scorso anno con EXPERIMENTA! 
 

 
/EXPERIMENTA.pdf Scarica il documento "EXPERIMENTA - Pensare e fare scienza"

Leggi il documento e fino al 18/10 (il termine è stato prorogato al 28/11) puoi condividere i tuoi commenti sui tre temi delle tavole rotonde previste per il Convegno del 20-21 Ottobre:
1. Il valore della creatività nei processi di apprendimento (coordintrice Carla Guetti)
2. Cittadinanza Scientifica (Coordinatore Alberto De Toni)

3. La cultura della scelta (Coordinatore Mario Fierli)
Puoi intervenire sul tema che preferisci indicando il numero a esso corrispondente tra parentesi (Es. (1)....).
Il dibattito si svolge contemporaneamente anche sui siti dei Nuovi Licei e dei Nuovi Professionali.

 

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Commenti



1 - francesco.bortolotto

Il documento "EXPERIMENTA - pensare e fare scienza" è incredibile nella sua ingenuità. Gli autori sono poco informati. Ad esempio, sembrano credere che nei trienni delle superiori non si insegnino più le materie scientifiche. I miei studenti di 3 AC dell'ITIS Rossi di Vicenza studiano matematica, chimica fisica, chimica organica, ed altro ancora. Chi ritenesse che non si tratti di materie scientifiche è invitato alle lezioni, lo faremo entrare volentieri. E' poi incredibile l'appello alla laboratorialità. Ma lo sapete o no, tanto per fare un esempio, che nei bienni iniziali le ore di laboratorio settimanali di chimica e di fisica sono state ridotte da due ad una in tutti egli Istituti Tecnici Industriali? Cosa credete che si possa fare con un'ora la settimana? Fare attività laboratoriali in classe, come mi pare di aver letto nel documento? C'è poi un accenno al fatto che le esperienze di laboratorio non devono essere dimostrative, ma che bisogna far lavoraree i ragazzi. E' una osservazione che nella nostra scuola si faceva 40 anni fa. E' dagli anni '70 che i nostri laboratori sono attrezzati con postazioni individuali o di gruppo ed i ragazzi lavorano in prima persona. Certo, la pulizia non è granchè perchè hanno tagliato i bidelli. Certo che con il taglio dei tecnici e degli insegnanti di laboratorio siamo stati costretti a ridurre drasticamente le esperienze. Quanto al "Problem Solving" ed alla "Creatività, intesa come etc. etc." sono anni che l'applichiamo regolarmente. Non è una panacea, ma qualcosa di buono si riesce ad ottenere. Non è venendo a dire agli insegnanti quel che dovrebbero fare che si può migliorare la scuola. Qui manca il personale, le strutture (su 55 classi il Ministero ci ha mandato 2 LIM, altre 3 siamo riusciti a comprarle vincendo qualche concorso per i migliori progetti, ma 50 classi non l'hanno). Soprattutto manca il cuore a vedere convegni come questo, in cui tra decine di relatori non c'è un insegnante che sia uno. Tutti presidi, docenti universitari, giornalisti, scrittori... E' un buon modo per farci capire che, per quanto ci impegniamo nel nostro lavoro, noi insegnanti non conteremo mai niente.
commento del 07 Oct 2011, alle ore 15 02
2 - franco.maurizi

ritengo la "cittadinanza scientifica" un tema specifico nel processo di formazione, che parte da ben prima della scuola superiore. nella educazione scientifica, come nelle altre "educazioni", il metodo è contenuto. nel nostro sistema scolastico sono presenti (... e territorialmente contigue) in questo momento le risorse strutturali (penso prima di tutto ai laboratori di fisica e chimica dei tecnici industriali) le esperienze metodologiche specifiche (penso agli itp dei medesimi ist. tecnici) e la richiesta da parte delle scuole medie e dei licei: mettiamo il tutto in connessione tramite delle reti territoriali e vediamo cosa ne viene fuori (esperienza già realizzata a Roma nord con 6 scuole medie, 1 tecnico ed 1 liceo scientifico e da quest'anno sotto la direzione del museo di chimica della Sapienza). bisogna solo capire se l'amm.ne scolastica sarebbe disposta ad investire su queste reti alcune ore di utilizzazione degli itp in sovrannumero
commento del 08 Oct 2011, alle ore 13 18
3 - antonello.pesce

Ritengo che nelle Linee Guida degli Istituti Tecnici siano già presenti chiare indicazioni metodologiche che cerco di riassumere: problematizzazione dell'apprendimento, didattica attiva (ad esempio per progetti), attività di revisione metacognitiva. Penso sia necessario investire sulla formazione degli insegnanti riguardo alla didattica per competenze (vedi normativa sull'Obbligo di Istruzione) e ripristinare le ore di compresenza nei laboratori del primo biennio. Prof. Antonello Pesce I.I.S. "G. Vallauri" Fossano (CN)
commento del 09 Oct 2011, alle ore 18 11
4 - chiara.lanza

Sono un'insegnante di fisica di un istituto tecnico con trent'anni di esperienza.Basta parlare di formazione per i docenti. Mi associo al collega prof.Bortolotti per dire che se in laboratorio devono lavorare i ragazzi ""bisogna ripristinare le ore tolte ai laboratori stessi". In questo modo non vedremmo sprecate risorse spese in questi anni per allestirli e continueremmo a distinguerci dai licei formando ottimi tecnici.
commento del 11 Oct 2011, alle ore 21 21
5 - maurizio.serafin

Al di la degli stimoli offerti dal documento, di chiara matrice gentiliana pur con l’uso accorto di qualche termine anglosassone, mi auguro che il convegno sia occasione, rispetto ad alcuni dei concetti chiave affrontati nel documento, per discutere i necessari correttivi da apportare al riordino: - sulla Cultura della scelta, si limiti la scelta in terza media ai soli ambiti liceale, tecnico e professionale eliminando la scelta di indirizzo, che rende i bienni solo formalmente orientativi, specie in presenza dell’attuale normativa che regola la costituzione delle classi e degli organici. Se tale scelta è del tutto incomprensibile (non si capisce a chi giovi) e facilmente rinviabile alla fine del biennio nei tecnici, nei professionali potrebbe essere spostata alla fine della prima classe dopo un monoennio unico orientativo, con una maggiore presenza di competenze "generali" al primo anno a vantaggio delle competenze professionali del secondo e terzo anno (integrate nei sistemi IeFP); infine nei licei, anche se mi rendo conto che la proposta risulterà sacrilega, valuterei la costituzione di un "biennio unico liceale"; - sulla laboratorialità, affinché il termine non diventi una sorta di ossimoro o peggio una foglia di fico, occorre rimettere al centro l’insegnamento tecnico-pratico, in particolare nei tecnici e professionali, investendo nei laboratori, nel personale docente e tecnico che vi opera e ridurre il numero di alunni per classe, unica strada per la personalizzazione (opzionalità). Al riguardo vi segnalo "C’era una volta l’insegnante tecnico-pratico" dell’ottimo Giancarlo Sacchi http://www.educationduepuntozero.it/politiche-educative/c-era-volta-l-insegnante-tecnico-pratico-4022590988.shtml . A chi opporrà il facile argomento (ultimatum) delle risorse (in)disponibili faccio presente che le scelte precoci (fatte in una scuola media che non conosce il riordino) determinano maggiori costi anche per lo Stato, le Regioni e i contribuenti, producendo frammentazione anticipata della domanda (e conseguentemente dell’offerta), onerosi processi di riorientamento e mobilità fra scuole, ripetenze e "dispersioni". E che le risorse per un’autentica laboratorialità, oltre che per il potenziamento della filiera dell’istruzione tecnica superiore, gli ITS ma soprattutto i "nuovi" IFTS, stanno nel quinto anno. Si tratta di allocare diversamente le risorse liberate attraverso l’ELIMINAZIONE del quinto anno e una diversa organizzazione del calendario scolastico. Buon lavoro Maurizio Serafin IT e Liceo Sarrocchi di Siena www.sarrocchi.it
commento del 15 Oct 2011, alle ore 08 56

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