Approfondimenti e notizie

La riorganizzazione degli indirizzi: come coniugare chiarezza e flessibilità

La razionalizzazione dell’istruzione tecnica, grazie ai 2 settori e agli 11 indirizzi  che fanno riferimento ai settori produttivi di rilevanza nazionale, punta a dare stabilità al sistema senza irrigidire l’offerta formativa. Nei percorsi formativi, infatti, sono introdotte – accanto agli spazi di autonomia già a disposizione delle scuole – ampie quote di flessibilità per offrire risposte efficaci e mirate alle esigenze degli allievi, del territorio, del mondo del lavoro e delle professioni. In particolare, le quote di flessibilità – che si aggiungono alle quote di autonomia del 20% già possedute dagli istituti tecnici – sono il 30% nel secondo biennio e il 35% nel quinto anno. È prevista anche la possibilità, in relazione a specifiche e documentate esigenze del mondo del lavoro e delle professioni, di articolare in opzioni le aree di indirizzo. Ciò può verificarsi, tuttavia, nel quadro di criteri generali definiti a livello nazionale, onde evitare il rischio della frammentazione e disarticolazione dei percorsi formativi. 
Commenti



56 - letterio.freni

Caro ministro, Mi viene difficile commentare una riforma cos importante senza conoscere i futuri programmi. Io sono un docente di discipline economico- aziendali da questanno impegnato nel settore turistico. Inizio da questa breve premessa. Il diplomato ragioniere di oggi non pu esercitare la libera professione come avveniva un tempo in quanto vi lobbligo di conseguire una laurea breve. Inoltre, i tempi sono cambiati in quanto la contabilit altamente informatizzata che aiuta notevolmente loperatore, le ore di didattica negli anni si sono praticamente dimezzati (prima erano due discipline, Ragioneria e Tecnica, oggi una Economia Aziendale con molte meno ore), mentre i libri di testo hanno aggiunto sempre maggiori argomenti in virt di un notevole incremento normativo economico- aziendale. Sulla base di quanto detto siamo costretti con meno ore a svolgere un programma sempre pi vasto e dispersivo per acquisire un titolo non spendibile nel mondo del lavoro come avveniva un tempo. Occorre rivedere, innanzitutto i programmi, sulla base del nuovo monte orario e delle nuove finalit del diploma, puntare su alcuni aspetti pratici che hanno una utilit nel quotidiano ad esempio lettura di un c/c, valutare un investimento in titoli o un finanziamento, sviluppare tutti dico tutti gli adempimenti relativi allIva ed altro, mentre altri aspetti pi complessi riguardanti la contabilit andrebbero trattati durante il percorso universitario. Per quanto riguarda il settore turistico i programmi sono da rivedere del tutto in particolare quello di terza che studia il fenomeno economico sociale del turismo e tralascia qualsiasi aspetto pratico operativo al di fuori della compilazione di un voucher (sai che difficolt??), mentre il Ministero ti obbliga a dare valutazioni scritta ed orale a fine quadrimestre. Pazzesco!!! La ringrazio per lo spazio dato e dellattenzione mostrata, anche se sono un poco scettico che tutte le proposte avanzate vengano effettivamente valutate con la giusta attenzione. Gradirei parere.
commento del 25 Nov 2009, alle ore 20 50
57 - Giovanna Lucchesi

Ringrazio il Ministro per averci dato questa possibilit, come docente di lingue comunitarie e come cittadina europea, mi aspetto due lingue comunitarie obbligatorie in tutti gli indirizzi. Questo quanto chiede l'Europa e questo, sappiamo bene, importantissimo per il futuro dei nostri studenti, per dare loro pi opportunit. Non basta pensare al CLIL per la lingua inglese e sappiamo che il mondo del lavoro chiede sempre pi competenze plurilinguistiche. Se leggiamo il Protocollo di Lisbona, vediamo che si ritiene essenziale l'acquisizione di due lingue comunitarie a partire dall'infanzia. Mi aspetto che ci sia una modifica del quadro orario e l'inserimento della seconda lingua comunitaria in tutti gli indirizzi. Questa sarebbe davvero una riforma importante del nostro sistema scolastico. grazie per l'attenzione Prof.ssa Giovanna Lucchesi
commento del 25 Nov 2009, alle ore 21 14
58 - francesca.pagano1

Sono una docente di Trattamento Testi (ex A075) in ruolo da 22 anni. Scrivo sperando di avere una qualche risposta che riesca a fare un po' pi di chiarezza sul futuro di docenti che, come me, non sono ancora tanto vicini alla pensione ed hanno acquisito negli anni (con autoaggiornamento, concorsi superati, certificazioni E.C.D.L., oltre che ovviamente con la docenza della disciplina assimilabile ad unalfabetizzazione informatica) competenze e professionalit che ora sembrano vanificarsi. Intanto, penso ci siano delle incongruenze gi dal semplice confronto della nuova tabella (all. B) che riporta gli accorpamenti delle classi di concorso cos come previste dalla riforma e quelle istituite secondo il d.m 039/98 in vigore a tuttoggi ( v. http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/1998/dm039_98.pdf - a pag.118 del file pdf): ad eccezione dellaccorpamento in ununica classe di concorso (A058 o A059?) delle ex A075 e A076 e sicuramente revisioni circa i nuovi titoli di accesso ai concorsi, sembrerebbe che i docenti della classe A058 possano insegnare negli stessi istituti (e le stesse discipline) di oggi! Ma nel nuovo quadro orario degli istituti tecnici tali discipline non compaiono! O da intendersi che la disciplina sia Informatica? Si sottolinea che la disciplina Trattamento Testi e Dati fu introdotta nel biennio degli istituti tecnici e professionali, nellintento di garantire competenze fondamentali per lalfabetizzazione e lapprofondimento delle conoscenze informatiche di base e, leggendo quanto esplicitato nellallegato A (di seguito riportato) che indica il profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del secondo ciclo di studi, non mi sembra ci siano difformit dagli attuali obiettivi di chi da anni insegna Trattamento Testi in tali istituti: ALLEGATO A 2.1 Risultati di apprendimento comuni a tutti i percorsi A conclusione dei percorsi degli istituti tecnici, gli studenti - attraverso lo studio, le esperienze operative in laboratorio e in contesti reali, la disponibilit al confronto e al lavoro cooperativo, la valorizzazione della loro creativit ed autonomia sono in grado di: .. − utilizzare gli strumenti e le reti informatiche nelle attivit di studio, ricerca e approfondimento disciplinare; − padroneggiare luso di strumenti tecnologici con particolare attenzione alla sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro, alla tutela della persona, dellambiente e del territorio; Ad avvalorare quanto espresso riporto, infine, lestratto di un documento dellA.I.C.A., inviato al M.I.U.R. (Raccolta di osservazioni sullassetto dell'Istruzione Tecnica - AICA, Luglio 2009) Viene osservato come il termine Informatica non sembri definire con chiarezza - soprattutto se si pensa al primo biennio - il progetto didattico da realizzare che non riguarda la formazione di programmatori o di altri specialisti dell'informatica, compito riservato all'indirizzo Informatica e Telecomunicazioni. La dizione usata per il biennio del settore tecnologico, Tecnologie Informatiche, sembrerebbe pi coerente con l'obiettivo di formare diplomati in grado di utilizzare gli strumenti informatici nell'ambito della loro attivit lavorativa in ambito aziendale e turistico. . Si evidenzia il pericolo di una grave dispersione delle competenze che, nel corso degli anni, gli insegnanti di Trattamento testi hanno accumulato. Viene sottolineato come, in un gran numero di Istituti Tecnici Commerciali e per Periti Aziendali, i docenti di Trattamento testi siano stati in prima linea, grazie ad un aggiornamento professionale sostanzialmente a loro carico, nella formazione degli studenti all'acquisizione delle competenze digitali, sia nelle attivit curricolari che promuovendo corsi extra-curricolari per il conseguimento della certificazione ECDL. Si richiede con insistenza - in considerazione dell'attivit didattica svolta per cui non mai stata richiesta una specifica Laurea - l'inclusione degli insegnanti di Trattamento testi nella Classe di Concorso A37 Scienze e Tecnologie Informatiche, con una soluzione analoga a quella che stata presa per i docenti non laureati della scuola primaria, della secondaria di primo e di secondo grado che prestano tuttora servizio in quanto ai tempi dellassunzione in ruolo non veniva richiesto, come titolo di accesso, un diploma di Laurea specifico (es. passaggio da Applicazioni tecniche ad Educazione Tecnica). In attesa risposte, ringrazio per lattenzione
commento del 25 Nov 2009, alle ore 23 37
59 - gaetano.lovicario

N.B.: x ESPERTI MINISTERIALI Come gi segnalato, all'Ufficio Legislativo MIUR, alle Commissioni Cultura e Istruzione CAMERA - SENATO in sede di parere consultivi, VI SEGNALO un suggerimento pratico - a costo zero - circa la NUOVA SCUOLA RIFORMATA. In Sede di accorpamento delle Classi di Concorso, evitare di formare un elenco di Classe A e un elenco di Classe C . Il MIUR commetterebbe un gravissimo errore di "elenganza deontologica" tra Professori di Classe A e Professori di Classe C . Numericamente, basterebbe un unico elenco " A " > non costa nulla e si eviterebbero "corto-circuiti deontologici" nella RIFORMATA SCUOLA. Si partirebbe gi con il piede sbagliato se creassimo elenchi differenti di Professori A e Professori C ( la norma non fa differenza giuridica sullo status DOCENTE=UGUALE, ma la stupidit reale umana, purtroppo SI ). Buon Lavoro
commento del 26 Nov 2009, alle ore 09 49
60 - daniele.manni

Gent.mo Ministro Gelmini, mi chiamo Daniele Manni, sono un docente di Informatica in servizio da quasi 20 anni presso l'Istituto Tecnico Commerciale "Costa" di Lecce, e quanto le sto per scrivere, vedo, esprime, il pensiero di molti, se non di tutti, i miei colleghi in Italia che operano nell'indirizzo "Programmatori" presso i Tecnici Commerciali. Prendendo visione del riordino degli Istituti Tecnici non si pu non constatare come sia stato eliminato del tutto nel Settore Economico l'indirizzo "Programmatori" (indirizzo in cui l'Informatica una delle principali materie e che, tra l'altro, negli ultimi venti anni ha visto crescere esponenzialmente il numero degli iscritti, data la richiesta sul mercato della specifica figura uscente) e come dalle attuali 5 e 6 ore settimanali di Informatica si passer a settembre, nel migliore dei casi, a solo 2 ore (per i primi quattro anni) e a 0 (zero) ore per il quinto anno. Ora, volendo anche trascurare gli aspetti legati alla pura e semplice meraviglia sul perch venga cos drasticamente ridotto il monte ore di una materia talmente attuale e professionalizzante nell'ambito dell'istruzione tecnica ed in particolare nel settore economico, non posso non portare alla sua conoscenza cosa tale riduzione significher nel caso specifico della nostra scuola. L'Istituto "Costa" di Lecce negli ultimi dieci anni ha raggiunto la qualifica di eccellenza e si distinto a livello nazionale ed internazionale proprio per l'atteggiamento avanguardista e per la profonda e accurata attenzione rivolta ai nuovi sistemi di comunicazione attraverso l'uso dell'informatica e lo studio del web e dei suoi servizi. In coda a questa mia comunicazione trover un elenco dei risultati raggiunti e dei riconoscimenti ottenuti, a partire dal 2000, quando ci stato assegnato dagli USA il "Best of the Blues Website Award". Abbiamo percepito per primi le potenzialit della rete Internet, essendo stata la prima scuola in Italia ad aver attivato un web server in sede nel 1994, e da allora siamo riusciti a specializzare i nostri alunni e le nostre alunne nell'uso delle pi innovative tecnologie di comunicazione, avviandoli verso professioni richiestissime nel mondo dell'imprenditoria e dell'economia, proprio come ci si aspetta, pensavamo, da un Istituto Tecnico Commerciale. Non solo, il "Costa" probabilmente l'unica scuola in Italia ad aver creato nel 2004 al suo interno una vera e propria societ di lavoro (Arianoa s.c.r.l. - www.arianoa.it) che ha per soci i diplomati dell'istituto e che funge da incubatore di lavoro nei settori del web design e del web marketing, offrendo l'opportunit ai propri studenti di inserirsi immediatamente dopo il diploma in un contesto lavorativo reale e di avanguardia. Le sembra che questa esperienza possa rappresentare un buon esempio di "alternanza scuola-lavoro"? Proprio per questa esperienza "unica", il Ministero dell'Istruzione ha invitato e ospitato il "Costa" presso l'ultima edizione della rassegna "Job & Orienta" di Verona. Ora tutto questo a settembre finir. Tutta l'esperienza maturata in questi anni di duro lavoro nel riuscire a definire un percorso ed una preparazione d'eccellenza, capace di rendere i nostri alunni e la nostra scuola una punta di diamante dell'istruzione tecnica italiana giunta ad un punto in cui non servir pi a nulla. Dall'anno venturo i miei colleghi ed io avremo al massimo 2 ore alla settimana da trascorrere in ogni classe e, con tutto l'ottimismo immaginabile e tutta la buona volont di questo mondo, non sar pi assolutamente possibile continuare sulla strada della specializzazione d'eccellenza intrapresa sino ad ora. Probabilmente, e lo spero tanto, mi risponder che non vi alcun problema in quanto, in virt degli spazi di flessibilit, il nostro Istituto potr modellare l'orario settimanale e prevedere ancora 5 e 6 ore di Informatica settimanali per classe. Ma a scapito di quale materia? Potremo ridurre o eliminare del tutto, ad esempio, la seconda lingua straniera? Potremo superare le 32 ore settimanali complessive di lezione e giungere a 34 o 36 ore? In che modo, pratico ed operativo, si pu gestire quel "30-35%" di autonomia di cui si fa riferimento nel documento di presentazione del riordino? Oppure c' una pur minima speranza che possiate modificare il piano e prevedere la "conservazione" (mai termine fu pi inadeguato, data l'innovativit dell'argomento trattato) dell'indirizzo "Programmatori" all'interno dell'area Tecnica e del settore Economico? Grazie per l'attenzione e Le auguro buon lavoro. Daniele Manni Docente di Informatica ITC Costa - Lecce
commento del 26 Nov 2009, alle ore 11 01

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