Approfondimenti e notizie

La riorganizzazione degli indirizzi: come coniugare chiarezza e flessibilità

La razionalizzazione dell’istruzione tecnica, grazie ai 2 settori e agli 11 indirizzi  che fanno riferimento ai settori produttivi di rilevanza nazionale, punta a dare stabilità al sistema senza irrigidire l’offerta formativa. Nei percorsi formativi, infatti, sono introdotte – accanto agli spazi di autonomia già a disposizione delle scuole – ampie quote di flessibilità per offrire risposte efficaci e mirate alle esigenze degli allievi, del territorio, del mondo del lavoro e delle professioni. In particolare, le quote di flessibilità – che si aggiungono alle quote di autonomia del 20% già possedute dagli istituti tecnici – sono il 30% nel secondo biennio e il 35% nel quinto anno. È prevista anche la possibilità, in relazione a specifiche e documentate esigenze del mondo del lavoro e delle professioni, di articolare in opzioni le aree di indirizzo. Ciò può verificarsi, tuttavia, nel quadro di criteri generali definiti a livello nazionale, onde evitare il rischio della frammentazione e disarticolazione dei percorsi formativi. 
Commenti



76 - Coordinamento DOcenti di discipline scientifiche e tecnologiche

COORDINAMENTO DOCENTI DI DISCIPLINE SCIENTIFICHE E TECNOLOGICHE http://coo-disc-scient-tecnol.blogspot.com/ coord.doc.disc.scient.tecn@gmail.com COMUNICATO Oggetto: NUOVI REGOLAMENTI DELLA SCUOLA SUPERIORE: NO AI TAGLI (contro le indicazioni OCSE) DELLE DISCIPLINE SCIENTIFICHE E TECNOLOGICHE, NEL BIENNIO INIZIALE CI SIA UN PERCORSO SCIENTIFICO ADEGUATO ED UNITARIO PER GLI ALUNNI DI TUTTE LE SCUOLE, E SI VALORIZZINO LE SPECIFICHE COMPETENZE DEI DOCENTI (i tuttologi scientifici non esistono) Nonostante le indicazioni dell'OCSE siano che (...)La riduzione delle ore di insegnamento deve () evitare le ore relative alle discipline delle aree matematico-scientifico-tecnologiche(...)", i regolamenti approvati in prima lettura dal Governo vanno in direzione opposta: ancora una volta, nella scuola italiana, la cultura scientifica e tecnologica viene collocata in posizione di serie B rispetto a quella umanistica, con il concreto rischio che il nostro Paese sia caratterizzato da una arretratezza culturale e tecnica nel campo scientifico e tecnologico. Infatti: 1) in tutti gli Istituti Tecnici e Professionali, si ha un taglio di oltre il 20% delle ore delle discipline scientifiche e tecnologiche di indirizzo, con lincomprensibile aumento delle ore di Italiano del 15%. Conseguenza: futuri periti con competenze molto minori degli attuali. Come se ci non bastasse, nei bienni iniziali, le ore delle discipline scientifiche subiscono un taglio che arriva al 50-75%: ad esempio, 2 sole ore di chimica nell'intero quinquennio tecnico economico e nei professionali, insufficienti per il necessario laboratorio. Sempre negli Istituti Tecnici, non si capisce inoltre il motivo per cui per l'insegnamento della matematica non si possa fare riferimento alla sola classe di concorso A-25. 2) Nei Licei purtroppo tale sottovalutazione della cultura scientifica e tecnologica raggiunge livelli paradossali: oltre ad un biennio iniziale nel quale le discipline scientifiche o sono assenti o si ha per esse un percorso didattico mediocre e per niente omogeneo rispetto a quello degli Istituti Tecnici tecnologici, si insiste con l'assurdo accorpamento della Chimica con le Scienze della terra e biologia, in un unico insegnamento (denominato "Scienze Naturali" che invece andrebbe scisso nei diversi e distinti insegnamenti "Chimica", da affidare ai laureati in Chimica e "Scienze della terra e biologia" da affidare ai laureati in scienze naturali o biologiche) e lo stesso dicasi della matematica e della fisica, assegnate, anche qui per una incomprensibile "tradizione", ad un unico docente. Purtroppo, infatti, per questi insegnamenti si preferisce conservare la dannosa illogicit dell'attuale status quo, per cui si verifica l'assurdit che i Matematici, come i Chimici, potranno insegnare la disciplina in cui si sono laureati negli Istituti Tecnici, ma non potranno farlo nei Licei, nonostante ce ne siano in numero pi che sufficiente per coprire le necessit di organici coerenti con le rispettive professionalit, rischierebbero, a migliaia, la soprannumerariet, esempio di risorse umane di alto livello di specifica competenza delle quali troppe scuole dovranno fare a meno. 3) Tali storture hanno una sorta di perversa sinergia con la organizzazione delle nuove Classi di concorso, che prevedono assurdi accorpamenti disciplinari che vanno smaccatamente contro la qualit dell'insegnamento e che non tengono conto della valorizzazione delle risorse umane: si dimentica infatti che gli attuali docenti italiani di discipline scientifiche e tecnologiche hanno una formazione universitaria monodisciplinare. Dovranno pertanto essere assolutamente evitate classi di concorso pluridisciplinari: non deve pi bastare aver sostenuto 1-2 esami di una disciplina scientifica, per insegnarla! Nel concreto: la nuova classe A-46 SCIENZE NATURALI, CHIMICHE E BIOLOGICHE, va trasformata in A-46 SCIENZE NATURALI E BIOLOGICHE, per i laureati in scienze naturali o biologiche, affidando ai soli docenti Laureati in Chimica o discipline Chimiche della classe A-33 scienze e tecnologie chimiche la Chimica e le discipline chimiche, comprese quelle impiantistiche (ad es. Tecnologie Chimiche e biotecnologie), ed eliminando la classe A-26 MATEMATICA E FISICA, facendo solo riferimento alle classi A-25 Matematica e A-19 Fisica. Ci auguriamo che il Governo recepisca queste proposte, per un reale miglioramento della qualit della Scuola e per unItalia prossima ventura che figuri tra i Paesi con un crescente grado di avanzamento nella cultura scientifica e tecnologica, nei suoi cittadini, nei suoi Tecnici, nei Laureati, in tutto il sistema-Paese. Prof. Rosario Sacc Coordinamento docenti di discipline scientifiche e tecnologiche
commento del 29 Nov 2009, alle ore 16 51
77 - Agnese Longo

Il mio intervento indirizzata al Prof Michele Borrelli in riferimento al suo intervento del 28 nov 2009. Vorrei farle notare che la didattica laboratoriale investe tutte le discipline dellambito scientifico e che in Biologia come in chimica e in fisica, per un efficace processo di Insegnamento/ apprendimento, le attivit laboratoriali sono fondamentali!! Sono una tutor del Piano ISS e da quattro anni lavoro con colleghi di tutta Italia per sostenere e diffondere un nuovo modello di didattica che mira a rinnovare profondamente linsegnamento delle scienze, incentrato proprio sulla didattica laboratoriale, Perci la riduzione a due ore certamente un atto grave, ma non solo per la chimica come da lei ritenuto bens per tutta larea scientifica!
commento del 29 Nov 2009, alle ore 18 24
78 - Agnese Longo

Il mio intervento indirizzata al Prof Michele Borrelli in riferimento al suo intervento del 28 nov 2009. Vorrei farle notare che la didattica laboratoriale investe tutte le discipline dellambito scientifico e che in Biologia come in chimica e in fisica, per un efficace processo di Insegnamento/ apprendimento, le attivit laboratoriali sono fondamentali!! Sono una tutor del Piano ISS e da quattro anni lavoro con colleghi di tutta Italia per sostenere e diffondere un nuovo modello di didattica che mira a rinnovare profondamente linsegnamento delle scienze, incentrato proprio sulla didattica laboratoriale, Perci la riduzione a due ore certamente un atto grave, ma non solo per la chimica come da lei ritenuto bens per tutta larea scientifica!
commento del 29 Nov 2009, alle ore 18 31
79 - ITIS CARTESIO ROMA

GLI INSEGNANTI TECNICI PRATICI DELLI.I.S. CARTESIO LUXEMBURG DICHIARANO Le proposte di riforma della scuola secondaria, avanzate dal ministro Gelmini e dalla maggioranza di governo, sono apertamente in contrasto con le politiche europee (dichiarazione di Lisbona) per la formazione dei giovani in eta scolare e degli adulti. Proponendosi solo un brutale risparmio che vede nel personale e nei materiali dei laboratori scientifico-didattici un costo da tagliare, le ipotesi ministeriali vanno contro la realizzazione di una societ della conoscenza che sincentra tra laltro su alcuni principi fondamentale che fanno riferimento ad una diffusione generalizzata delle tecnologie informatiche e della comunicazione, allo sviluppo e al rafforzamento delle competenze matematiche, scientifiche e tecnologiche. LUNESCO ha affermato la centralit di una politica formativa tecnico-scientifica nelle scelte dei singoli stati in materia di formazione. E evidente che la didattica classica, basata sulla lezione frontale e quindi sul modello espositivo che riconosce nella trasmissione del sapere quello unico posseduto dal docente e che lo studente puo solamente ricevere e rielaborare, ampiamente superata, anche se rimane una realt della scuola italiana. La didattica di laboratorio al contrario favorisce un insegnamento basato sulla ricerca e sulla sperimentazione. Lapprendimento attraverso la scoperta suscita la curiosit e promuove la motivazione e la partecipazione attiva degli studenti, prestando attenzione e dando significato alle conoscenze pregresse. Per realizzare la didattica di laboratorio servono spazi precisi, attrezzature idonee ma soprattutto il personale adatto a questo scopo. Lesperienza italiana ha portato al formarsi di un gruppo di lavoro nei laboratori che , in molti casi, cosi costituito un assistente tecnico, un insegnante tecnico pratico e un insegnante teorico. Questo team equilibrato e collaudato si vuole smantellare per una mera esigenza di risparmio senza valutarne leffetivo valore e ricchezza desperienza in tutta Italia. Da non trascurare il tema che vede la necessit di piena cooperazione tra gli insegnanti tecnico pratici e gli insegnanti teorici quello della sicurezza. Il decreto legislativo 626/1994 e il successivo 242/1996 e le loro successive applicazioni prevedono una serie dinterventi sulla sicurezza particolarmente importanti nei laboratori e nei reparti di lavorazione, quindi va predisposto un regolamento di laboratorio che prevede la conoscenza dei rischi e delle norme di prevenzione e sicurezza negli ambienti utilizzati. Necessita prevedere i rischi collegati alle esercitazioni e qui si ritorna sullassoluta necessit di coordinare le varie figure didattiche e tecniche con la programmazione delle attivit sperimentali. Per quanto sopra esposto gli insegnanti tecnici pratici dellI.I.S. Cartesio-Luxemburg chiedono con forza che sia avviato un dibattito in tutto il Paese, e non solo in sedi ristrette e scarsamente accessibili, per spiegare i gravi rischi per la didattica e la formazione scientifica cui si corre incontro con la soppressione degli insegnamenti di laboratorio.
commento del 30 Nov 2009, alle ore 12 16
80 - maria rosaria brodu

Sono docente della classe di concorso A075-A076 insegno dal 1975 a tempo indeterminato. Ho 57 anni, a tre anni dalla pensione cosa devo fare dall'anno prossimo? Qualche collega pu rispondere a questo quesito? grazie. MARIA ROSARIA BRODU
commento del 30 Nov 2009, alle ore 12 42

Pagine:  « 12 13 14 15 [16] 17 18 19 20  »