Approfondimenti e notizie

La riorganizzazione degli indirizzi: come coniugare chiarezza e flessibilità

La razionalizzazione dell’istruzione tecnica, grazie ai 2 settori e agli 11 indirizzi  che fanno riferimento ai settori produttivi di rilevanza nazionale, punta a dare stabilità al sistema senza irrigidire l’offerta formativa. Nei percorsi formativi, infatti, sono introdotte – accanto agli spazi di autonomia già a disposizione delle scuole – ampie quote di flessibilità per offrire risposte efficaci e mirate alle esigenze degli allievi, del territorio, del mondo del lavoro e delle professioni. In particolare, le quote di flessibilità – che si aggiungono alle quote di autonomia del 20% già possedute dagli istituti tecnici – sono il 30% nel secondo biennio e il 35% nel quinto anno. È prevista anche la possibilità, in relazione a specifiche e documentate esigenze del mondo del lavoro e delle professioni, di articolare in opzioni le aree di indirizzo. Ciò può verificarsi, tuttavia, nel quadro di criteri generali definiti a livello nazionale, onde evitare il rischio della frammentazione e disarticolazione dei percorsi formativi. 
Commenti



161 - milena

Insegno matematica (A047) e vorrei sapere perch nel biennio IGEA di un ITC dove si insegna MATEMATICA E LABORATORIO pu insegnare un laureato in ECONOMIA E COMMERCIO che ha fatto un solo esame di matematica e abilitato in MATEMATICA APPLICATA (Ao48)? Per questo motivo io risulto perdente cattedra e sono stata trasferita d'ufficio a 30 Km da casa.
commento del 30 Dec 2009, alle ore 18 07
162 - mariarosaria.dibella

Sono docente di chimica in un ITIS ad indirizzo chimico (laureata CTF) e penso che con la nuova riforma Gelmini diminuir ulterioremnete la preparazione dei nostri studenti nel settore scientifico. Ritengo infatti riduttivo unire nellinsegnamento-calderone Scienze Naturali i due insegnamenti Chimica e Scienze naturali e biologiche che dovrebbero invece essere affidati rispettivamente ai docenti delle future classi 33-A e 46-A in modo da valorizzare le competenze acquisite dai docenti nella loro specifica formazione culturale.
commento del 30 Dec 2009, alle ore 18 23
163 - luciano.degiorgio

Oggetto: Inserimento della disciplina Psicologia della Comunicazione nel quadro orario - degli istituti tecnici Turismo e Amministrazione, Finanza e Marketing; - dellistituto professionale Servizi per lenogastronomia e lospitalit alberghiera. I docenti di Filosofia, Psicologia e Scienze dellEducazione della classe di concorso 36/A, avendo letto tra le competenze previste nel profilo in uscita a) degli indirizzi tecnici Turismo e Amministrazione Finanza e Marketing: comunicare con linguaggi appropriati e con codici diversi; b) dellistituto professionale Servizi per lenogastronomia e lospitalit alberghiera: utilizzare le tecniche di comunicazione e relazione in ambito professionale finalizzate allottimizzazione della qualit del servizio e non avendo rilevato allinterno dei relativi piani studio e del quadro orario alcuna disciplina che possa sviluppare capacit e competenze in tal senso, propongono linserimento di due ore di Psicologia della comunicazione nel triennio di questi indirizzi. Attraverso linsegnamento di Psicologia della comunicazione gli alunni potranno apprendere i fondamenti della comunicazione interpersonale, unitamente ad una serie di strumenti pratici di analisi dei meccanismi che regolano il funzionamento delle interazioni umane. Si tratta di competenze fondamentali sia per le figure professionali legate agli indirizzi tecnici Turistico e Amministrazione, finanza e marketing, sia per quelle connesse ai Servizi per lenogastronomia e lospitalit alberghiera, in quanto solo comprendendo i processi mentali e gli effetti prodotti dalle interazioni verbali e non verbali possibile sviluppare una comunicazione chiara e persuasiva nei confronti dei clienti, garantendo un servizio efficace ed efficiente. Luciano De Giorgio - docente di ruolo ordinario di Filosofia, Psicologia e Scienze dell'Educazione - vicecoordinatore nazionale docenti A036 -
commento del 31 Dec 2009, alle ore 11 02
164 - domenico.pirrotta

benvenuta riforma
commento del 31 Dec 2009, alle ore 20 19
165 - enrico maranzana

Il 19 dicembre ho manifesto le mie perplessit: oggi sar propositivo e ipotizzo una modalit per superare le carenze che ho segnalato. La vita scolastica degli ultimi quarantanni evidenzia linefficacia delle innovazioni che il parlamento e il governo hanno elaborato: un antitoto al reiterarsi di tali fallimenti la puntuale applicazione delle norme. A tal fine si devono costituire alcuni vincoli a cui devono sottostare i Piani dellOfferta Formativa: 1) Inserimento nei POF della delibera del Consiglio di Istituto riguardante lelencazione delle COMPETENZE GENERALI caratterizzanti il piano di studi, definizione che integra quanto previsto nel profilo culturale, educativo e professionale per adeguarlo alle esigenze locali [CFR. T.U. 297/94 art. 10-1 elabora e adotta gli indirizzi generali]; 2) Inserimento nei POF della delibera del Collegio dei docenti che enuclea dalle competenze generali le CAPACITA a esse associabili, che esplicita i processi che caratterizzano il loro manifestarsi, che ipotizza la strategia per il loro conseguimento [CFR. T.U. 297/94 art. 7.2 a) cura la programmazione dell'azione educativa] [Si vedano ad esempio 1) il profilo professionale dei vigenti programmi degli ITC e del progetto Mercurio (Lacquisizione di tali capacit ); 2) il paragrafo coordinamento didattico del progetto Mercurio; 3) il POF dellITC Parini di Lecco]; 3) Inserimento nei POF della delibera del Collegio dei docenti riguardante criteri e forme del MONITORAGGIO dei processi di apprendimento e le relative modalit di pubblicizzazione [CFR. T.U. 297/4 art. 7.2 d) valuta periodicamente l'andamento complessivo dell'azione didattica per verificarne l'efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell'attivit scolastica]; 4) Inserimento nei POF della delibera del Consiglio di Istituto che disegna un organigramma funzionale allideazione di OCCASIONI DI APPRENDIMENTO, operazione che richiede sia la scomposizione delle capacit nellinsieme di abilit corrispondenti, sia lindividuazione delle situazioni offerte dalle discipline per la loro conquista [T.U. 297/94 art.10.3 d) criteri generali per la programmazione educativa]. In tal modo si difendono, affermandole, la progettualit e la didattica laboratoriale che si sostanzia nellindividuazione di situazioni problematiche atte sia a sollecitare negli studenti condotte funzionali alla promozione e al potenziamento di capacit, sia alla formazione di una corretta immagine delle discipline. Il gruppo di lavoro, invece, ripropone il tradizionale, obsoleto modello di scuola. Si considerino, ad esempio, la rappresentazione dei risultati di apprendimento non concepita in funzione del GOVERNO dei processi di apprendimento [nuovi tecnici]; la progettazione didattica del piano dell'offerta formativa che teorizza la costruzione di un edificio a partire dalla libera operativit dei muratori; le asserzioni relative alla discrezionalit professionale del docente che avallano la delega in bianco che gli insegnanti conferiscono alle case editrici in materia di progettazione [Nuovi licei]. Lo scenario che traspare riporta a situazioni gi viste, che colposamente sono ignorate: il fallimento dellesame di maturit del 1969 causato da una stantia concezione della scuola [CFR NUOVA SECONDARIA E.Maranzana - Tra elusioni e omissioni - n 6/1999].
commento del 02 Jan 2010, alle ore 15 34

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