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La riorganizzazione degli indirizzi: come coniugare chiarezza e flessibilità

La razionalizzazione dell’istruzione tecnica, grazie ai 2 settori e agli 11 indirizzi  che fanno riferimento ai settori produttivi di rilevanza nazionale, punta a dare stabilità al sistema senza irrigidire l’offerta formativa. Nei percorsi formativi, infatti, sono introdotte – accanto agli spazi di autonomia già a disposizione delle scuole – ampie quote di flessibilità per offrire risposte efficaci e mirate alle esigenze degli allievi, del territorio, del mondo del lavoro e delle professioni. In particolare, le quote di flessibilità – che si aggiungono alle quote di autonomia del 20% già possedute dagli istituti tecnici – sono il 30% nel secondo biennio e il 35% nel quinto anno. È prevista anche la possibilità, in relazione a specifiche e documentate esigenze del mondo del lavoro e delle professioni, di articolare in opzioni le aree di indirizzo. Ciò può verificarsi, tuttavia, nel quadro di criteri generali definiti a livello nazionale, onde evitare il rischio della frammentazione e disarticolazione dei percorsi formativi. 
Commenti



176 - michele.borrielli

Prof. Lovicario, per fare una polemica bisogna essere in due...
commento del 10 Jan 2010, alle ore 21 39
177 - michele.borrielli

...ed il sottoscritto non ha tempo da perdere in polemiche sterili ed improduttive
commento del 10 Jan 2010, alle ore 21 44
178 - gaetano.lovicario

( x Prof BORRELLI )...la mia non era polemica, ma era la evidenza di quante persone,come Lei che si ergono a "Scienziati del Sapere", che pur svolgendo la professione di Insegnante, non conoscono il proprio ruolo giuridico con l'arroganza di ritenersi paladini e giudici di altri Docenti ...Sic ! - Faccia una riflessione di umilt e riconosca che - a parti invertite - Lei non lo avrebbe MAI consentito. CAPITOLO CHIUSO. Orbene, il chiarimento doveroso e non polemica come Lei "astutamente definisce" servita anche a far leggere, per chiarezza di ruoli ai tanti distratti( es.Dirigenti Scolastici/Docenti c.d. Teorici che applicano elegantemente sudditanza/subalternit durante le co-docenze ) ignoranti ("che ignorano") la LEGGE, che nella SCUOLA ITALIANA e negli organici MIUR, non esistono Professori titolari e Professori di aiuto a latere, ma per la LEGGE > TUTTI SONO PROFESSORI AUTONOMI CON PROPRIO INSEGNAMENTO SENZA SUBALTERNITA' A NESSUNO. Tanto, come dicevo, per informativa indiretta a DIRIGENTI SCOLASTICI - DOCENTI e PERSONALE NON DOCENTE con riflessi ai Dirigenti del DICASTERO MIUR ,al solo fine, di far conoscere la "querelle" periferica sul territorio e che andr "registrata doverosamente" con la rimodulazione delle neo classi di concorso e quadri orari "CHIARENDO" all'origine i rispettivi ruoli autonomi d'insegnamento senza la "inquinante e depistante compresenza". Nota MIUR 2305/Dip/UO4 del 29.12.2005 . Buona Giornata e Buon Lavoro. Prof. Dott. LOVICARIO N. Docente Tecnico Pratico di Laboratorio
commento del 11 Jan 2010, alle ore 09 55
179 - michele.borrielli

mi pare sia il caso di chiarire che la nota MIUR citata dal Prof. Lovicario e pubblicata in http://www.coordinamentoitp.it/new/12_2005_prot_2305.pdf non parla di "inquinante e depistante compresenza". Anzi in essa (vedasi parte finale) il firmatario, Capo Dipartimento dott. Pasquale Capo, dopo aver rimarcato la unitariet dellofferta formativa costitutita dallinsegnamento in questione, riteneva non si rendesse possibile la eliminazione di codocenze e/o compresenze tra docente tecnico pratico e docente di discipline scientifiche e tecniche.- - - Riporto pertanto una sintesi dei miei interventi, che tutti possono verificare che non siano per niente in contrasto con tale nota: - - (1) in quanto docente di chimica e tecnologie chimiche e in quanto chimico, sono certo del fatto che le discipline chimiche non possono essere insegnate in assenza del docente laureato in discipline chimiche o in chimica ( v.o.: oltre 23 esami chimici su 30 totali di cui molti laboratoriali e una tesi sperimentale laboratoriale di un intero anno). Ci ovviamente senza nulla togliere al ruolo del docente tecnico pratico diplomato. Non basta infatti ridenominare una disciplina chiamandola "laboratorio di ..." per poter asserire che esista, in campo chimico in particolare, l'insegnamento "laboratorio". Esiste invece l'insegnamento della disciplina chimica in laboratorio, per la completezza del quale in aspetti fondamentali la presenza del docente laureato insostituibile ed assolutamente necessaria. quindi 1) NO AI TAGLI DI POSTI DI DOCENTE LAUREATO E DI DOCENTE TECNICO PRATICO (IL 50% E PI PER ENTRAMBI), che si avrebbero eliminando le copresenze, con conseguenze disastrose sulla didattica, in particolare per le discipline chimiche; 2) NO AI TAGLI DELLE ORE DI DISCIPLINE SCIENTIFICHE E TECNOLOGICHE, che vanno CONTRO LE CHIARE INDICAZIONI dell'OCSE per migliorare il sistema diistruzione italiano(...) La riduzione delle ore di insegnamento deve (...)evitare le ore relative alle discipline delle aree matematico-scientifico-tecnologiche (...) (da http://www.pubblica.istruzione.it/ministro/comunicati/2009_miur/170609.shtml)"- - - (2) "condivido integralmente l'intervento del Dirigente Scolastico Peverelli nella sezione "istituti tecnici settore tecnologico": si ha una eccessiva riduzione del numero di ore delle discipline scientifiche e tecnologiche nel triennio finale, che stride con l'aumento del numero di ore di Italiano e di altre discipline. Inoltre nel biennio iniziale degli Istituti Tecnici Economici il numero di ore delle discipline scientifiche subisce una assurda diminuzione, di oltre il 50%: 2 sole ore di chimica nell'intero quinquennio sono ridicole ed inadeguate per le necessarie attivit laboratoriali (ne servirebbero almeno 3, e l'insegnamento della chimica andrebbe impartito in prima ed in seconda, anche per maggiore omogeneit con il biennio iniziale degli istituti tecnici tecnologici: la chimica appartiene all'area generale, non tipica del solo settore tecnologico, e chi la conosce bene pu asserirlo senza difficolt). Aggiungo inoltre che una correzione dei quadri orario approvati in prima lettura necessaria in quanto in essi NON si seguono le chiare indicazioni dell'OCSE per migliorare il sistema diistruzione italiano
commento del 11 Jan 2010, alle ore 15 29
180 - gaetano.lovicario

( x Prof. BORRIELLO )...ci gira intorno ma senza trovar alcun supporto giuridico alla Sua fantasiosa "prevalenza didattica tra le 2 autonome discipline". Non esiste scritto da nessuna parte -Diritto Scolastico - che le 2 Autonome Materie Teoria e Applicazioni - seppur insegnate "congiuntamente", l'una SIA superiore all'altra. Orbene, se io ragionassi alla Borriello, da Professore di Laboratorio con 33 Esami ( Laurea Scientifica ) sarei superiore a Lei con 23 o 30 esami ! ...Sic ! ). Ma mi faccia il piacere ! > Il mio spirito "appassionato" dell'intervento e che ognuno "deve guardare in casa propria" e non deve arrogarsi il diritto di giudicare il livello pedagogico-professionale di altri Docenti di PARI "status giuridico". Mi pare sia un elemento di stile ed eleganza deontologica. Non le pare ? Nel reclutamento pro-futuro, Lei con la Sua Laurea dovr "decidere" se insegnare CHIMICA Teorica o CHIMICA Applicata ( disciplina questa, insegnata dal 1973 dai Docenti di Laboratorio con onore e dignit e ne' Lei ne tanti come Lei, possono permettersi di arrogarsi il diritto di offesa nella dignit di questi Professori ). Nei Suoi post al MIUR, parli di Chimica Teorica e lasci stare, per eleganza, discredito su altri Docenti che possono darLe solamente "lezioni" didattico-laboratoriali e di stile deontologico. E' un saggio consiglio da buon educatore. CHIUSO SENZA ALTRO FUTURO INTERVENTO ! Buona Serata. Prof. Dott. LOVICARIO N. Docente Tecnico Pratico di Laboratorio
commento del 11 Jan 2010, alle ore 19 36

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