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La riorganizzazione degli indirizzi: come coniugare chiarezza e flessibilità

La razionalizzazione dell’istruzione tecnica, grazie ai 2 settori e agli 11 indirizzi  che fanno riferimento ai settori produttivi di rilevanza nazionale, punta a dare stabilità al sistema senza irrigidire l’offerta formativa. Nei percorsi formativi, infatti, sono introdotte – accanto agli spazi di autonomia già a disposizione delle scuole – ampie quote di flessibilità per offrire risposte efficaci e mirate alle esigenze degli allievi, del territorio, del mondo del lavoro e delle professioni. In particolare, le quote di flessibilità – che si aggiungono alle quote di autonomia del 20% già possedute dagli istituti tecnici – sono il 30% nel secondo biennio e il 35% nel quinto anno. È prevista anche la possibilità, in relazione a specifiche e documentate esigenze del mondo del lavoro e delle professioni, di articolare in opzioni le aree di indirizzo. Ciò può verificarsi, tuttavia, nel quadro di criteri generali definiti a livello nazionale, onde evitare il rischio della frammentazione e disarticolazione dei percorsi formativi. 
Commenti



181 - michele.borrielli

Prof. Lovicario, lei mi attribuisce quanto da me mai affermato ("prevalenza didattica tra le 2 autonome discipline"). Sembrer chiaro a chiunque legga il mio intervento la totale non pertinenza delle affermazioni del Prof. Lovicario rispetto a quanto da me affermato. Per quanto poi riguarda la chimica applicata (ad esempio ai materiali, attuale corso Geometri, ma anche altri corsi), mi risulta che questa sia sempre stata di esclusiva competenza del docente laureato in chimica o discipline chimiche della attuale classe di concorso A013 (futura A-33).
commento del 11 Jan 2010, alle ore 22 42
182 - michele.borrielli

a dimostrazione del fatto che NON ho mai parlato di DUE autonome discipline, in accordo con l'UNICITA' dell'insegnamento ribadita dal dott. Capo nella nota ministeriale citata dal Prof. Lovicario, riporto di seguito una parte importante del mio intervento "senza nulla togliere al ruolo del docente tecnico pratico diplomato. Non basta infatti ridenominare una disciplina chiamandola "laboratorio di ..." per poter asserire che esista, in campo chimico in particolare, l'insegnamento "laboratorio". Esiste invece l'insegnamento della disciplina chimica in laboratorio, per la completezza del quale in aspetti fondamentali la presenza del docente laureato insostituibile ed assolutamente necessaria. quindi 1) NO AI TAGLI DI POSTI DI DOCENTE LAUREATO E DI DOCENTE TECNICO PRATICO (IL 50% E PI PER ENTRAMBI), che si avrebbero eliminando le copresenze, con conseguenze disastrose sulla didattica, in particolare per le discipline chimiche; 2) NO AI TAGLI DELLE ORE DI DISCIPLINE SCIENTIFICHE E TECNOLOGICHE, che vanno CONTRO LE CHIARE INDICAZIONI dell'OCSE"
commento del 12 Jan 2010, alle ore 08 31
183 - gaetano.lovicario

Finalmente ha capito che in compresenza per LEGGE, sono 2 Materie distinte,separate ed autonome di esclusiva competenza del Docente titolare la disciplina con VOTI e GIUDIZIO DIDATTICO "Autonomo" > C.M. n. 28/2000 : CHIMICA Laboratoriale = Professore di Laboratorio; CHIMICA Teorica = Professore di Teoria. Nessuno dei 2 Docenti superiore all'altro ( Nota MIUR del 29.12.2005 ). Orbene, Lei non interferisca quale giudice supremo, per eleganza deontologica, nella competenza di altri Professori ! Chiedo molto ? Non Le pare che trattasi di Buona Educazione e di Rispetto ? Buona Giornata. Prof.Dott. LOVICARIO N. Docente Tecnico Pratico di Laboratorio
commento del 12 Jan 2010, alle ore 10 19
184 - michele.borrielli

no, Prof. Lovicario, la materia (o insegnamento) UNICA, NON SONO DUE, legga con maggiore attenzione i miei interventi e quanto scritto nella nota ministeriale da Lei citata e firmata dal dott. Capo
commento del 12 Jan 2010, alle ore 10 20
185 - gaetano.lovicario

...brrrr, Lei legge quello che vuole leggere ! eppure scritto in Italiano. L'UNICITA' dell'Insegnamento tecnico costituito da 2 Materie distinte e separate con voti distinti e separati oltrech a Registri Personali separati ( Teoria e Pratica )....cio i 2 Professori insegnanto "autonomamente" la propria disciplina > C.M. 28/2000 . Il VOTO UNICO viene poi deciso dal Consiglio di Classe, ove NON concordato in sintonia dai 2 Docenti > MIUR C.M. 28/2000 . Alcuni "arroganti" e "ignoranti Teorici" ( che ignorano la LEGGE ), decidono "arbitrariamente" il VOTO finale ( reato GRAVISSIMO con rischio di invalidazione degli scrutini in sede TAR ). Per Sua Scienza, Le ricordo a Lei e a quanti leggono che e' Reato Penale per i Dirigenti Scolastici "omissione in atti d'ufficio e falso in atto pubblico" con licenziamento( vedasi sentenze per aver ignorato il Voto del Docente di Laboratorio in sede di Consiglio di Classe ). - Prof. BORRIELLO sar bravissimo in Chimica, ma in Diritto Scolastico deve studiare di pi e io Le farei rifare( qualora sia di ruolo ) la prova orale sui Decreti Delegati 1974 ! Tanto per riflesso anche ai Dirigenti MIUR per EVIDENZIARE la straordinaria confusione di ruoli che avviene in "periferia" e alle arbitrarie-errate "interpretazioni giuridiche" date talvolta da Dirigenti Scolastici e Docenti altri. L'allora Nota Ministeriale MIUR del 29.12.2009 e la giurisprudenza consolidata, per taluni, documentazione MIUR inutile !. Sic ! Buona Giornata. Prof. Dott. LOVICARIO N. Docente Tecnico Pratico di Laboratorio
commento del 12 Jan 2010, alle ore 12 28

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