Approfondimenti e notizie

La riorganizzazione degli indirizzi: come coniugare chiarezza e flessibilità

La razionalizzazione dell’istruzione tecnica, grazie ai 2 settori e agli 11 indirizzi  che fanno riferimento ai settori produttivi di rilevanza nazionale, punta a dare stabilità al sistema senza irrigidire l’offerta formativa. Nei percorsi formativi, infatti, sono introdotte – accanto agli spazi di autonomia già a disposizione delle scuole – ampie quote di flessibilità per offrire risposte efficaci e mirate alle esigenze degli allievi, del territorio, del mondo del lavoro e delle professioni. In particolare, le quote di flessibilità – che si aggiungono alle quote di autonomia del 20% già possedute dagli istituti tecnici – sono il 30% nel secondo biennio e il 35% nel quinto anno. È prevista anche la possibilità, in relazione a specifiche e documentate esigenze del mondo del lavoro e delle professioni, di articolare in opzioni le aree di indirizzo. Ciò può verificarsi, tuttavia, nel quadro di criteri generali definiti a livello nazionale, onde evitare il rischio della frammentazione e disarticolazione dei percorsi formativi. 
Commenti



186 - michele.borrielli

no, Prof. Lovicario, la materia UNICA, NON SONO DUE, legga con maggiore attenzione i miei interventi e quanto scritto nella nota ministeriale da Lei citata e firmata dal dott. Capo; il fatto che per la materia unica al primo quadrimestre o al primo e secondo trimestre si diano due (o pi) voti separati esempio scritto e orale o orale e pratico non impedisce che la materia in questione sia UNA (esiste forse italiano scritto e italiano orale come due materie distinte?) a dimostrazione di ci, come tutti sappiamo, il voto dello scrutinio finale comunque UNICO e deciso per la UNICA materia dal consiglio di classe, come i voti di tutte le altre materie. Quanto al resto, mi pare sia necessario ripetermi: "mi pare sia il caso di chiarire che la nota MIUR citata dal Prof. Lovicario e pubblicata in http://www.coordinamentoitp.it/new/12_2005_prot_2305.pdf non parla di "inquinante e depistante compresenza". Anzi in essa (vedasi parte finale) il firmatario, Capo Dipartimento dott. Pasquale Capo, dopo aver rimarcato la unitariet dellofferta formativa costitutita dallinsegnamento in questione, riteneva non si rendesse possibile la eliminazione di codocenze e/o compresenze tra docente tecnico pratico e docente di discipline scientifiche e tecniche.- - - Riporto pertanto una sintesi dei miei interventi, che tutti possono verificare che non siano per niente in contrasto con tale nota: - - (1) in quanto docente di chimica e tecnologie chimiche e in quanto chimico, sono certo del fatto che le discipline chimiche non possono essere insegnate in assenza del docente laureato in discipline chimiche o in chimica ( v.o.: oltre 23 esami chimici su 30 totali di cui molti laboratoriali e una tesi sperimentale laboratoriale di un intero anno). Ci ovviamente senza nulla togliere al ruolo del docente tecnico pratico diplomato. Non basta infatti ridenominare una disciplina chiamandola "laboratorio di ..." per poter asserire che esista, in campo chimico in particolare, l'insegnamento "laboratorio". Esiste invece l'insegnamento della disciplina chimica in laboratorio, per la completezza del quale in aspetti fondamentali la presenza del docente laureato insostituibile ed assolutamente necessaria. quindi 1) NO AI TAGLI DI POSTI DI DOCENTE LAUREATO E DI DOCENTE TECNICO PRATICO (IL 50% E PI PER ENTRAMBI), che si avrebbero eliminando le copresenze, con conseguenze disastrose sulla didattica, in particolare per le discipline chimiche; 2) NO AI TAGLI DELLE ORE DI DISCIPLINE SCIENTIFICHE E TECNOLOGICHE, che vanno CONTRO LE CHIARE INDICAZIONI dell'OCSE per migliorare il sistema diistruzione italiano(...) La riduzione delle ore di insegnamento deve (...)evitare le ore relative alle discipline delle aree matematico-scientifico-tecnologiche (...) (da http://www.pubblica.istruzione.it/ministro/comunicati/2009_miur/170609.shtml)"- - - (2) "condivido integralmente l'intervento del Dirigente Scolastico Peverelli nella sezione "istituti tecnici settore tecnologico": si ha una eccessiva riduzione del numero di ore delle discipline scientifiche e tecnologiche nel triennio finale, che stride con l'aumento del numero di ore di Italiano e di altre discipline. Inoltre nel biennio iniziale degli Istituti Tecnici Economici il numero di ore delle discipline scientifiche subisce una assurda diminuzione, di oltre il 50%: 2 sole ore di chimica nell'intero quinquennio sono ridicole ed inadeguate per le necessarie attivit laboratoriali (ne servirebbero almeno 3, e l'insegnamento della chimica andrebbe impartito in prima ed in seconda, anche per maggiore omogeneit con il biennio iniziale degli istituti tecnici tecnologici: la chimica appartiene all'area generale, non tipica del solo settore tecnologico, e chi la conosce bene pu asserirlo senza difficolt). Aggiungo inoltre che una correzione dei quadri orario approvati in prima lettura necessaria in quanto in essi NON si seguono le chiare indicazioni dell'OCSE per migliorare il sistema diistruzione italiano
commento del 12 Jan 2010, alle ore 13 52
187 - gaetano.lovicario

Mi dispiace ma Lei non vuole comprendere o fa finta di non intendere ( gnorri ! ). Le far l'esempio come i bambini della Scuola Elementare ( Primaria ). >Es. disciplina ELETTRONICA IPIA/ITIS< Per Legge la disciplina e' affidata a 2 Docenti, ergo a 2 Classi di Concorso specialistiche. Materia Teorica = Cl. Conc. A034 ------------ Materia Laboratoriale = Cl. Conc. C026 --------- Sono 2 Materie d'insegnamento distinte e separate con 2 Professori "autonomi" nell'insegnamento in compresenza. CHIARO ? Ognuno dei 2 Docenti "autonomamente" insegna il proprio programma ministeriale singolo o congiunto e valutano "autonomamente" nella rispettiva disciplina( C.M. 28/2000 ). In sede di CdC ogni Docente, cio i 2 de quo, propone la propria valutazione ( C.M. 28/2000 ) e il consiglio di classe determina il voto finale. Se tale voto "concordato/condiviso" tra i 2 Professori ( Teoria e Pratica )....meglio ( C.M. 28/2000 ). La invito ad acculturarsi giuridicamente. Si Legga la norma e la numerosa giurisprudenza compreso le varie risposte parlamentari MIUR in sede di sindacato ispettivo ( interrogazioni parlamentari )! Ho la sensazione che Lei, nel Suo esercizio didattico, svolge un ruolo di "despota" nei confronti dell'altro collega Professore di Laboratorio. Se lavorara con me, l'avrei fatto rigare a dovere, poich non esiste un Professore " comandante" di serie A e un Professore "servile" di serie B - Si legga la norma e corregga la Sua Maturit conoscitiva in termini di Diritto Scolastico. NON INTERVERRO' PIU', POICHE' LA DISCUSSIONE E' DIVENTATA STERILE E DI BASSO PROFILO ACCADEMICO ATTESO CHE NON E' LA SEDE OPPORTUNA. Buona Serata. Prof.Dott. LOVICARIO N. Docente Tecnico Pratico di Laboratorio
commento del 12 Jan 2010, alle ore 17 56
188 - michele.borrielli

Prof. Lovicario, scrivendo:"Per Legge la disciplina e' affidata a 2 Docenti", lei stesso ammette che LA disciplina (oppure LA materia oppure L' insegnamento) unica, affidata a due docenti. Ugualmente unico, per l'unica disciplina (materia/insegnamento) considerata,il programma ministeriale. Si risparmi insulti gratuiti e considerazioni fuori luogo e fuori tema, attribuendomi azioni o affermazioni da me MAI poste in essere.- - - Quanto al resto, mi pare sia necessario ripetermi: "mi pare sia il caso di chiarire che la nota MIUR citata dal Prof. Lovicario e pubblicata in http://www.coordinamentoitp.it/new/12_2005_prot_2305.pdf non parla di "inquinante e depistante compresenza". Anzi in essa (vedasi parte finale) il firmatario, Capo Dipartimento dott. Pasquale Capo, dopo aver rimarcato la unitariet dellofferta formativa costitutita dallinsegnamento in questione, riteneva non si rendesse possibile la eliminazione di codocenze e/o compresenze tra docente tecnico pratico e docente di discipline scientifiche e tecniche.- - - Riporto pertanto una sintesi dei miei interventi, che tutti possono verificare che non siano per niente in contrasto con tale nota: - - (1) in quanto docente di chimica e tecnologie chimiche e in quanto chimico, sono certo del fatto che le discipline chimiche non possono essere insegnate in assenza del docente laureato in discipline chimiche o in chimica ( v.o.: oltre 23 esami chimici su 30 totali di cui molti laboratoriali e una tesi sperimentale laboratoriale di un intero anno). Ci ovviamente senza nulla togliere al ruolo del docente tecnico pratico diplomato. Non basta infatti ridenominare una disciplina chiamandola "laboratorio di ..." per poter asserire che esista, in campo chimico in particolare, l'insegnamento "laboratorio". Esiste invece l'insegnamento della disciplina chimica in laboratorio, per la completezza del quale in aspetti fondamentali la presenza del docente laureato insostituibile ed assolutamente necessaria. quindi 1) NO AI TAGLI DI POSTI DI DOCENTE LAUREATO E DI DOCENTE TECNICO PRATICO (IL 50% E PI PER ENTRAMBI), che si avrebbero eliminando le copresenze, con conseguenze disastrose sulla didattica, in particolare per le discipline chimiche; 2) NO AI TAGLI DELLE ORE DI DISCIPLINE SCIENTIFICHE E TECNOLOGICHE, che vanno CONTRO LE CHIARE INDICAZIONI dell'OCSE per migliorare il sistema diistruzione italiano(...) La riduzione delle ore di insegnamento deve (...)evitare le ore relative alle discipline delle aree matematico-scientifico-tecnologiche (...) (da http://www.pubblica.istruzione.it/ministro/comunicati/2009_miur/170609.shtml)"- - - (2) "condivido integralmente l'intervento del Dirigente Scolastico Peverelli nella sezione "istituti tecnici settore tecnologico": si ha una eccessiva riduzione del numero di ore delle discipline scientifiche e tecnologiche nel triennio finale, che stride con l'aumento del numero di ore di Italiano e di altre discipline. Inoltre nel biennio iniziale degli Istituti Tecnici Economici il numero di ore delle discipline scientifiche subisce una assurda diminuzione, di oltre il 50%: 2 sole ore di chimica nell'intero quinquennio sono ridicole ed inadeguate per le necessarie attivit laboratoriali (ne servirebbero almeno 3, e l'insegnamento della chimica andrebbe impartito in prima ed in seconda, anche per maggiore omogeneit con il biennio iniziale degli istituti tecnici tecnologici: la chimica appartiene all'area generale, non tipica del solo settore tecnologico, e chi la conosce bene pu asserirlo senza difficolt). Aggiungo inoltre che una correzione dei quadri orario approvati in prima lettura necessaria in quanto in essi NON si seguono le chiare indicazioni dell'OCSE per migliorare il sistema diistruzione italiano
commento del 12 Jan 2010, alle ore 18 34
189 - gaetano.lovicario

...avrebbe fatto pi bella figura, nell'ammettere che "non conosceva" la innovativa Normativa Scolastica che di fatto ha "Parificato" il ruolo dei 2 Docenti e che dal 1999 il Professore di Laboratorio non e' superiore al Professore di Materie Tecniche o VICEVERSA e che entrambi PARI SONO per LEGGE ( Art. 5 Legge 124/99 - C.M. 28/2000 - Nota Miur 29.12.2005 ). Ci ha girato intorno, senza ricavarne nulla. Cosa ci guadagna " nell'illudersi" di essere Superiore al NULLA ? > Conosce a' Livella di Toto' ? Faccia il Docente con sapienza e guardi nelle Sue tasche anziche "pettegolare/screditare" altri Suoi colleghi di altre discipline/materie che vorrebbe essere "sudditi o servili giuridicamente" Sic !. Studi di piu' il Diritto Scolastico atteso che non conosce la Normativa che Lei dovrebbe applicare sul posto di lavoro e nei Consigli di Classe. Mi dispiace della Sua formazione universitaria oltretutto "farebbe" l'educatore....Sic ! Rispetti e sar rispettato nella Vita. Buona Serata. Prof. Dott. LOVICARIO N. Docente Tecnico Pratico di Laboratorio
commento del 12 Jan 2010, alle ore 19 14
190 - michele.borrielli

Prof. Lovicario, lei mi attribuisce quanto da me mai affermato (chi ha mai parlato di superiorit?). Sembrer chiaro a chiunque legga i miei sotto riportati interventi la totale non pertinenza ed infondatezza delle affermazioni del Prof. Lovicario rispetto a quanto da me scritto in questo blog.
commento del 12 Jan 2010, alle ore 19 35

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