Approfondimenti e notizie

La riorganizzazione degli indirizzi: come coniugare chiarezza e flessibilità

La razionalizzazione dell’istruzione tecnica, grazie ai 2 settori e agli 11 indirizzi  che fanno riferimento ai settori produttivi di rilevanza nazionale, punta a dare stabilità al sistema senza irrigidire l’offerta formativa. Nei percorsi formativi, infatti, sono introdotte – accanto agli spazi di autonomia già a disposizione delle scuole – ampie quote di flessibilità per offrire risposte efficaci e mirate alle esigenze degli allievi, del territorio, del mondo del lavoro e delle professioni. In particolare, le quote di flessibilità – che si aggiungono alle quote di autonomia del 20% già possedute dagli istituti tecnici – sono il 30% nel secondo biennio e il 35% nel quinto anno. È prevista anche la possibilità, in relazione a specifiche e documentate esigenze del mondo del lavoro e delle professioni, di articolare in opzioni le aree di indirizzo. Ciò può verificarsi, tuttavia, nel quadro di criteri generali definiti a livello nazionale, onde evitare il rischio della frammentazione e disarticolazione dei percorsi formativi. 
Commenti



31 - marcella.dimporzano

Ho alcune osservazioni da fare a proposito del primo biennio degli istituti tecnici : - visto che gi alle medie inferiori si insegnano 2 lingue straniere, perch non prevedere linsegnamento in tutti i primi bienni di unaltra lingua comunitaria oltre allinglese? Vogliamo essere una scuola proiettata in Europa o no ? - ho notato che nei licei storia storia punto e basta , mentre nei tecnici viene indicata insieme a Cittadinanza e Costituzione! Mi sembra un assurdo considerato che nel primo biennio dei tecnici si insegna diritto ed economia politica materia nella quale si affrontano proprio leducazione alla cittadinanza e lo studio della Costituzione ; nei licei invece diritto ed economia non previsto se non come materia opzionale - e dunque forse una svista?? O dobbiamo pensare che gli studenti del primo anno di liceo hanno gi ricevuto uneducazione alla cittadinanza e conoscono tutti i principi della nostra costituzione ? - ho appreso dal profilo dello studente che tra i risultati di apprendimento comune ai percorsi degli istituti tecnici vi quello di riconoscere le linee essenziali della storia delle idee, della cultura, delle arti mi sembra con tutta sincerit difficilmente perseguibile negli istituti tecnici - con lattuale quadro orario proposto nellallegato B Sarebbe tanto lontano dalla cultura del lavoro inserire almeno nella classe seconda dellindirizzo economico e tecnologico linsegnamento di elementi di storia dellarte, anche per educare gli allievi , futuri cittadini consapevoli, a considerare i beni culturali e artistici non solo come beni la cui visione e comprensione pu migliorare la nostra vita ,ma come una risorsa economica su cui deve puntare il nostro paese ? Avrei un suggerimento : pur mantenendo le 1056 ore annuali , aumentare il totale delle ore destinate agli insegnamenti comuni e ridurre quelle destinate agli insegnamenti di indirizzo. E' un biennio veramente formativo la carta vincente della "riforma" o meglio della "ristrutturazione" della scuola superiore . Se giochiamo male questa carta a perdere la partita in primo luogo l'alunno che difficilmente sar recuperato nel triennio( sempre ammesso che ci arrivi con le indispensabili competenze che i quattro assi culturali richiederebbero )
commento del 22 Nov 2009, alle ore 22 40
32 - Michele.Borrielli

da http://docentidichimicaetecnologiechimiche.blogspot.com/ PROPOSTE DI MODIFICA DELLE BOZZE DI QUADRI ORARIO DI ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI E DEI LICEI E DELLE NUOVE CLASSI DI CONCORSO PER LINSEGNAMENTO APPROVATE IN PRIMA LETTURA DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI IN DATA 28/5/09 E 12/6/09 I nuovi regolamenti approvati dal Governo il 28/5/09 e il 12/6/09, come resi noti dai siti sindacali, se non modificati in seconda lettura, porterebbero gli studenti in uscita da quasi tutti i licei ed istituti tecnici e professionali ad una preparazione scientifica generalista e superficiale. Temiamo che si tratti di una tanto grave quanto miope mancanza di considerazione per la Chimica e di quanto una sua non adeguata conoscenza possa segnare negativamente il futuro degli studenti e del Paese, che non vogliamo che negli anni a venire scivoli sempre di pi sulla china della arretratezza culturale in campo scientifico e tecnologico. Prendendo comunque atto con sollievo della disponibilit da parte del Ministro (manifestata il 10/6/09 ai Sindacati) ad accogliere proposte di modifiche migliorative di dette bozze, proponiamo: 1) TRIENNIO FINALE ISTITUTI TECNICI TECNOLOGICI AD INDIRIZZO CHIMICO: NO AI TAGLI DELLE ORE DI DISCIPLINE CHIMICHE Nel triennio finale, per le discipline scientifiche e tecnologiche in tutti gli istituti tecnici tecnologici si avrebbe un taglio di oltre il 20% del numero di ore di discipline scientifiche e tecnologiche (e invece un aumento di Italiano,del 15% e di matematica,del 10%), ma per la Chimica e le tecnologie Chimiche il taglio sarebbe tra il 20 ed il 55%, con futuri periti chimici con una preparazione inferiore a quella degli attuali (anche se le ore di Italiano e Matematica aumentano e sono maggiori che in molti licei). Al Paese conviene? 2) LICEI: UNA ALTERNATIVA CONCRETA ALLASSURDO INSEGNAMENTO-CALDERONE SCIENZE NATURALI (Chimica+Scienze). No allinsegnamento-calderone scienze naturali: i sottoscritti PROPONGONO LA SEPARAZIONE DEI DUE INSEGNAMENTI CHIMICA E SCIENZE (naturali e biologiche) E DI AFFIDARE LA CHIMICA AI DOCENTI DELLA NUOVA CLASSE 33-A scienze e tecnologie chimiche (laureati in chimica) E LE SCIENZE NATURALI E BIOLOGICHE ALLA NUOVA CLASSE 46-A (laureati in scienze naturali o biologiche), modificandone la denominazione da scienze naturali, chimiche e biologiche a scienze naturali e biologiche, come sarebbe ovvio e giusto, anche per rispetto ai laureati in Chimica, che di esami chimici ne hanno sostenuti oltre 20, rispetto agli 1-2 in media sostenuti dai laureati in Scienze Naturali e Biologiche. Se il criterio fosse questo, allora ai laureati in Chimica, con i loro 4 esami di Matematiche e 3 di Fisica+4 di Chimica Fisica dovrebbe essere attribuito linsegnamento della Matematica e della Fisica in tutte le scuole superiori 3) IL PROBLEMA DELLA PROPEDEUTICIT: PERCH LIMITARE LO STUDIO DELLE DISCIPLINE SCIENTIFICHE AL SOLO BIENNIO INIZIALE? Le scienze naturali vanno infatti studiate dopo la chimica inorganica, e le scienze biologiche dopo la chimica organica. 4) BIENNIO INIZIALE DEGLI ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI: TRA SCIENZE INTEGRATE E NUMERO DI ORE DI LEZIONE INSUFFICIENTE PER LE NECESSARIE ATTIVIT LABORATORIALI Nel biennio iniziale dei futuri istituti tecnici e professionali alla Chimica, alla Fisica ed alle Scienze della Terra non viene riconosciuta la dignit di insegnamento a s stante, ma esse vengono unite in un unico insegnamento-calderone, denominato scienze integrate: ci auguriamo che ci non preluda ad un madornale errore come quello delle scienze naturali nei Licei. Da sottolineare infine che il numero di appena 2 ore settimanali di scienze integrate (chimica) negli istituti tecnici economici, negli istituti professionali e nel liceo tecnologico non consente di poter effettuare le attivit laboratoriali, necessarie per un apprendimento significativo della disciplina. Ne occorrono almeno 3 per anno. 5) IL PROBLEMA DELLA CHIMICA APPLICATA AI MATERIALI E DELLA CHIMICA MERCEOLOGICA La chimica applicata ai materiali, presente solo nel settore moda, e scompare dagli attuali corsi tradizionali degli istituti per geometri (ora istituto tecnico costruzioni), mentre dovrebbe invece essere presente in tutti gli istituti tecnici tecnologici e nei professionali, che in tutti i casi con i materiali hanno a che fare, sostituendo la fumosa e poco chiara disciplina scienze e tecnologie applicate con la disciplina Chimica Applicata ai materiali, ed estendendone linsegnamento anche ai licei artistici. Per i tecnici economici, un contributo rilevante pu essere dato dalla chimica Merceologica, visto che i futuri tecnici economici avranno a che fare con le merci. Peraltro la merceologia, fino agli anni 80, negli istituti tecnici commerciali, ma anche nei professionali, era studiata 6) GLI ISTITUTI PROFESSIONALI: NO AI TAGLI (-50-57%) E NO ALLA CHIMICA INSEGNATA DA DIPLOMATI il corso per operatore chimico biologico e di tecnico chimico biologico confluiscono nellindirizzo produzioni industriali ed artigianali, con un taglio di ore di insegnamento di discipline di indirizzo da parte del docente laureato del 50-57%. Inoltre verrebbero inventati insegnamenti chimici in cui la chimica verrebbe insegnata in laboratorio dal solo docente tecnico pratico diplomato, cosa impossibile per le discipline chimiche, che non sono mai scindibili tra teoria e pratica, e per il cui insegnamento il docente Laureato in Chimica o CTF necessario ed insostituibile. 7) IL PROBLEMA DELLE CLASSI DI CONCORSO, OVVERO DELLA VALORIZZAZIONE DELLE SPECIFICHE COMPETENZE DEI DOCENTI Vista la formazione universitaria non pluridisciplinare, ma rigorosamente monodisciplinare degli attuali docenti delle diverse discipline scientifiche chimica, fisica, scienze (naturali o biologiche), proporre classi di concorso pluridisciplinari va a detrimento della qualit dellinsegnamento. Non pertanto giustificabile continuare con il criterio che aver sostenuto 1 o 2 esami universitari di chimica sia sufficiente per poterla insegnare (se tale criterio fosse applicato anche ai chimici (oltre 20 esami chimici), essi potrebbero tranquillamente insegnare la matematica (4 esami) e la fisica (3 esami+4 chimiche fisiche). Pertanto, come gi specificato al punto 2), proponiamo che la ASSURDA nuova classe di concorso A-46 (SCIENZE NATURALI, CHIMICHE E BIOLOGICHE), che ripete la attuale classe A060, per la quasi totalit formata da laureati in scienze naturali o biologiche, VADA MODIFICATA IN A-46 SCIENZE NATURALI E BIOLOGICHE, ed i titoli di accesso alla nuova classe di concorso A-33 (scienze e tecnologie chimiche), siano esclusivamente quelli della attuale classe di concorso A013. Ci auguriamo vivamente che il Governo ed il Ministero recepiscano le osservazioni e proposte migliorative sopra riportate, ed alle quali Vi chiediamo di dare la massima diffusione. Gruppo docenti di Chimica e Tecnologie Chimiche
commento del 22 Nov 2009, alle ore 23 23
33 - giovanna.morini

Un complimento sincero per questo spazio di intervento sulla riforma aperto a tutti! Insegno Informatica A042 da molti anni dentro ad un istituto tecnico industriale, con ore sia in classi di perito informatico Abacus sia in classi di liceo scientifico tecnologico. Volevo sottolineare la contaminazione positiva che viene dall'avere nello stesso istituto indirizzo tecnico e indirizzo liceale: contaminazione ad esempio per quello che riguarda la centralit della didattica laboratoriale, metodologia per eccellenza di una formazione tesa pi al conseguimento di competenze che alla trasmissione di contenuti. Non credo che la presenza di due diverse maturit generi confusione: da 15 anni la nostra scuola ha visto crescere l'utenza del liceo fino a quasi 500 studenti e mantenere almeno 2 corsi completi per ogni indirizzo tecnico (oltre a informatica, anche elettronica, elettrotecnica, meccanica, termotecnica, fisica ambientale).Le famiglie hanno capito molto bene la differenza tra diploma tecnico e diploma liceale e si sono orientate con forza verso questi contenitori misti, ma centrati fortemente sulle comptenze scientifico-tecnologiche. Nella provincia di Modena ci sono ben 3 istituti tecnici con questa doppia vocazione, liceale e tecnica, e forse anche cos abbiamo contribuito ad avere la pi alta percentuale in Emilia Romagna di iscritti a diplomi di area scientifico-tecnologico: 1 studente su 2, contro l'1 su 3 a livello regionale. E'chiaro che gli studenti del liceo vanno in massa all'universit rispetto a quelli del tecnico: ma vanno nelle facolt scientifiche o di tipo ingeneristico, cronicamente disertate dagli studenti italiani. Da un'indagine fatta lo scorso anno nella mia scuola (ITI Corni di Modena) sulle iscrizioni universitarie dei diplomati LST degli ultimi 3 anni emerso una percentuale di oltre il 60% di orientamento verso l'area scientifica e le ingegnerie: anche questo un contributo per contribuire agli obiettivi di Lisbona 2010, +15% di laureati in scienze e tecnologia. Un auspicio che anche nell'indirizzo di liceo scientifico-tecnologico presso gli ITI siano ancora indicate esplicitamente ore di laboratorio e di copresenza con i docenti tecnico-pratici: abbiamo i docenti di laboratorio, abbiamo i laboratori, abbiamo il know-how, sarebbe un peccato buttare via tutto!
commento del 23 Nov 2009, alle ore 10 32
34 - gaetano.lovicario

I Docenti Tecnico Pratici di Laboratorio sono i "PILASTRI dell'ARCHITETTURA" degli ISTITUTI TECNICI e PROFESSIONALI della FUTURA SCUOLA GELMINI che sostengo CONVINTAMENTE. L'innovazione Industriale e la crescita della Nazione ITALIA, passa dalla Docenza Laboratoriale e dal "SAPER FARE". Il nuovo Reclutamento dei Docenti Tecnico Pratici deve prevedere, come prevede,salvaguardando l'esiste in fase transitoria, Laurea Magistrale + Abilitazione. L'insegnamento specialistico laboratoriale affidato al Professore di Laboratorio "congiuntamente" all'assistenza dell' IDT ( Insegnante di Teoria ) come gi previsto dall'Ordine del Giorno approvato alla Camera dei Deputati; Dal parere del CNPI Consiglio Nazionale Pubblica Istruzione e dalle gi numerose iniziative parlamentari CAMERA PdL C1405 + CAMERA UDC C1521 - SENATO UDC S 895 . Prof.Dott. LOVICARIO - Docente di Laboratorio
commento del 23 Nov 2009, alle ore 12 57
35 - domenico.gallina

Ho letto ed esaminato i quadri orari previsti per il futuro istituto tecnico economico e mi rendo conto che c' veramente poco di innovativo (a parte lo spostamento di qualche materia dal triennio al biennio ed il taglio al monte ore di vari insegnamenti), almeno rispetto alle numerose sperimentazioni che sono state messe in atto (mi riferisco all'IGEA in particolare). Questo il quinto anno che insegno presso istituti tecnici commerciali ed ho sin da subito notato una eccessiva tendenza ad una formazione specialistica presso questi istituti a partire dal primo anno. A mio avviso bisognerebbe potenziare, durante il biennio, le abilit di base degli studenti attribuendo un monte pi cospicuo sia alle lingue (italiana e straniere) sia alla matematica. Le basi linguistiche e logiche sono infatti indispensabili per affrontare un triennio specialistico di successo. Gli alunni che si iscrivono ai tecnici, secondo la mia esperienza, non sono di certo tra quelli che hanno basi pi solide!Inoltre, in una scuola in cui si parla di obbligo fino a 16 anni, mi pare giusto che si garantisca a tutti un certo livello di alfabetizzazione. Per quanto riguarda poi la materia che io insegno, la seconda lingua comunitaria (per me il francese), risulta infinitamente penalizzata dalla riforma scolastica tutta e da quella delle superiori in particolare. Nei nuovi tecnici economici si passa, infatti, dalle quattro ore nel biennio, a cui c'eravamo abituati da tempo, a tre ore sia durante il biennio che durante il triennio. Tutto questo quando la seconda lingua comunitaria scomparsa dalla scuola primaria e quando, a partire dal corrente anno scolastico, stata ridotta a due misere ore settimanali alla scuola secondaria di primo grado. Gli alunni arrivano alle superiori praticamente principianti nella seconda lingua comunitaria e si pensa, tuttavia, di attribuire lo stesso monte ore che vine attribuito all'inglese, che tutti studiano sin dalla prima elementare? Pensiamo ancora che soltanto l'inglese ci salver dalla crisi e che aprir nuove vie alla nostra economia? Grazie, Domenico Gallina
commento del 23 Nov 2009, alle ore 13 00

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