Approfondimenti e notizie

4/12/2009 - I nuovi Istituti Tecnici del settore economico

Si è tenuto a Roma il 4 dicembre 2009, presso l' Istituto tecnico industriale "Galileo Galilei", il Seminario nazionale relativo ai nuovi Istituti Tecnici del settore economico,
Vai al programma.

Sono disponibili le presentazioni utilizzate nel corso degli interventi della sessione plenaria della mattina.

/Giolo - RISULTATI APPRENDIMENTO GENERALE.pdf Prof. Antonio Giolo: Presentazione dei risultati di apprendimento dell'area di istruzione generale.

/De Toni - Ris.Appr.pdf Prof. Alberto Felice De Toni: Presentazione dei risultati di apprendimento delle aree di indirizzo.

/de vita Amm.ne 4.12.pdf Prof.ssa Marta Genoviè De Vita: Presentazione dei risultati di apprendimento dell’indirizzo “Amministrazione, finanza e marketing” .

/BORRELLO - TURISMO 04-12-2009.pdf Prof.ssa Liliana Borrello: Presentazione dei risultati di apprendimento dell’indirizzo “Turismo”.

A breve saranno disponibili anche gli audio-video degli interventi.

Commenti



21 - enrico maranzana

I gruppi di lavoro avrebbero dovuto prende a esempio Alessandro Magno che, per sciogliere il nodo gordiano, ha saputo assumere un punto di vista funzionale al compito, ridefinendo il problema. Le relazioni svolte nel seminario nazionale del 4 dicembre non hanno dato alcuna rilevanza allart. 5 comma due punto e) del regolamento che individua nellattivit di laboratorio la caratterizzazione dei percorsi dapprendimento dei nuovi tecnici. Se alla didattica laboratoriale fosse stata data la dovuta e necessaria rilevanza sarebbe emersa la sua perfetta sovrapponibilit con quanto dicono i vigenti programmi degli ITC [CFR. il Profilo Professionale (L'acquisizione di tali capacit gli derivano anche dall'abitudine ad affrontare e risolvere problemi di tipo prevalentemente gestionale, analizzati nelle loro strutture logiche fondamentali con un approccio organico ed interdisciplinare) e le indicazioni metodologiche (Il traguardo formativo non deve consistere solo nel far acquisire conoscenze ma anche competenze e abilit, cos da sviluppare abitudini mentali orientate alla risoluzione di problemi ed alla gestione delle informazioni)]. La fissit di cui si tratta ha impedito la messa a fuoco di una questione vitale per la scuola, su cui si gioca lefficacia del suo riordino: perch nelle aule scolastiche, nonostante le vincolanti indicazioni del ministero, la voce dei docenti continua a far la parte del leone? Ricordo infine la tacita accettazione dellanacronistica cultura che traspare dallart. 7: il controllo deve essere esercitato sui processi, non sui prodotti.
commento del 11 Jan 2010, alle ore 08 19
22 - gaetano.lovicario

( x Prof BORRELLI )...la mia non era polemica, ma era la evidenza di quante persone,come Lei che si ergono a "Scienziati del Sapere", che pur svolgendo la professione di Insegnante, non conoscono il proprio ruolo giuridico con l'arroganza di ritenersi paladini e giudici di altri Docenti ...Sic ! - Faccia una riflessione di umilt e riconosca che - a parti invertite - Lei non lo avrebbe MAI consentito. CAPITOLO CHIUSO. Orbene, il chiarimento doveroso e non polemica come Lei "astutamente definisce" servita anche a far leggere, per chiarezza di ruoli ai tanti distratti( es.Dirigenti Scolastici/Docenti c.d. Teorici che applicano elegantemente sudditanza/subalternit durante le co-docenze ) ignoranti ("che ignorano") la LEGGE, che nella SCUOLA ITALIANA e negli organici MIUR, non esistono Professori titolari e Professori di aiuto a latere, ma per la LEGGE > TUTTI SONO PROFESSORI AUTONOMI CON PROPRIO INSEGNAMENTO SENZA SUBALTERNITA' A NESSUNO. Tanto, come dicevo, per informativa indiretta a DIRIGENTI SCOLASTICI - DOCENTI e PERSONALE NON DOCENTE con riflessi ai Dirigenti del DICASTERO MIUR ,al solo fine, di far conoscere la "querelle" periferica sul territorio e che andr "registrata doverosamente" con la rimodulazione delle neo classi di concorso e quadri orari "CHIARENDO" all'origine i rispettivi ruoli autonomi d'insegnamento senza la "inquinante e depistante compresenza". Nota MIUR 2305/Dip/UO4 del 29.12.2005 . Buona Giornata e Buon Lavoro. Prof. Dott. LOVICARIO N. Docente Tecnico Pratico di Laboratorio
commento del 11 Jan 2010, alle ore 09 54
23 - michele.borrielli

mi pare sia il caso di chiarire che la nota MIUR citata dal Prof. Lovicario e pubblicata in http://www.coordinamentoitp.it/new/12_2005_prot_2305.pdf non parla di "inquinante e depistante compresenza". Anzi in essa (vedasi parte finale) il firmatario, Capo Dipartimento dott. Pasquale Capo, dopo aver rimarcato la unitariet dellofferta formativa costitutita dallinsegnamento in questione, riteneva non si rendesse possibile la eliminazione di codocenze e/o compresenze tra docente tecnico pratico e docente di discipline scientifiche e tecniche.- - - Riporto pertanto una sintesi dei miei interventi, che tutti possono verificare che non siano per niente in contrasto con tale nota: - - (1) in quanto docente di chimica e tecnologie chimiche e in quanto chimico, sono certo del fatto che le discipline chimiche non possono essere insegnate in assenza del docente laureato in discipline chimiche o in chimica ( v.o.: oltre 23 esami chimici su 30 totali di cui molti laboratoriali e una tesi sperimentale laboratoriale di un intero anno). Ci ovviamente senza nulla togliere al ruolo del docente tecnico pratico diplomato. Non basta infatti ridenominare una disciplina chiamandola "laboratorio di ..." per poter asserire che esista, in campo chimico in particolare, l'insegnamento "laboratorio". Esiste invece l'insegnamento della disciplina chimica in laboratorio, per la completezza del quale in aspetti fondamentali la presenza del docente laureato insostituibile ed assolutamente necessaria. quindi 1) NO AI TAGLI DI POSTI DI DOCENTE LAUREATO E DI DOCENTE TECNICO PRATICO (IL 50% E PI PER ENTRAMBI), che si avrebbero eliminando le copresenze, con conseguenze disastrose sulla didattica, in particolare per le discipline chimiche; 2) NO AI TAGLI DELLE ORE DI DISCIPLINE SCIENTIFICHE E TECNOLOGICHE, che vanno CONTRO LE CHIARE INDICAZIONI dell'OCSE per migliorare il sistema diistruzione italiano(...) La riduzione delle ore di insegnamento deve (...)evitare le ore relative alle discipline delle aree matematico-scientifico-tecnologiche (...) (da http://www.pubblica.istruzione.it/ministro/comunicati/2009_miur/170609.shtml)"- - - (2) "condivido integralmente l'intervento del Dirigente Scolastico Peverelli nella sezione "istituti tecnici settore tecnologico": si ha una eccessiva riduzione del numero di ore delle discipline scientifiche e tecnologiche nel triennio finale, che stride con l'aumento del numero di ore di Italiano e di altre discipline. Inoltre nel biennio iniziale degli Istituti Tecnici Economici il numero di ore delle discipline scientifiche subisce una assurda diminuzione, di oltre il 50%: 2 sole ore di chimica nell'intero quinquennio sono ridicole ed inadeguate per le necessarie attivit laboratoriali (ne servirebbero almeno 3, e l'insegnamento della chimica andrebbe impartito in prima ed in seconda, anche per maggiore omogeneit con il biennio iniziale degli istituti tecnici tecnologici: la chimica appartiene all'area generale, non tipica del solo settore tecnologico, e chi la conosce bene pu asserirlo senza difficolt). Aggiungo inoltre che una correzione dei quadri orario approvati in prima lettura necessaria in quanto in essi NON si seguono le chiare indicazioni dell'OCSE per migliorare il sistema diistruzione italiano
commento del 11 Jan 2010, alle ore 15 28
24 - gaetano.lovicario

( x Prof. BORRIELLO )...ci gira intorno ma senza trovar alcun supporto giuridico alla Sua fantasiosa "prevalenza didattica tra le 2 autonome discipline". Non esiste scritto da nessuna parte -Diritto Scolastico - che le 2 Autonome Materie Teoria e Applicazioni - seppur insegnate "congiuntamente", l'una SIA superiore all'altra. Orbene, se io ragionassi alla Borriello, da Professore di Laboratorio con 33 Esami ( Laurea Scientifica ) sarei superiore a Lei con 23 o 30 esami ! ...Sic ! ). Ma mi faccia il piacere ! > Il mio spirito "appassionato" dell'intervento e che ognuno "deve guardare in casa propria" e non deve arrogarsi il diritto di giudicare il livello pedagogico-professionale di altri Docenti di PARI "status giuridico". Mi pare sia un elemento di stile ed eleganza deontologica. Non le pare ? Nel reclutamento pro-futuro, Lei con la Sua Laurea dovr "decidere" se insegnare CHIMICA Teorica o CHIMICA Applicata ( disciplina questa, insegnata dal 1973 dai Docenti di Laboratorio con onore e dignit e ne' Lei ne tanti come Lei, possono permettersi di arrogarsi il diritto di offesa nella dignit di questi Professori ). Nei Suoi post al MIUR, parli di Chimica Teorica e lasci stare, per eleganza, discredito su altri Docenti che possono darLe solamente "lezioni" didattico-laboratoriali e di stile deontologico. E' un saggio consiglio da buon educatore. CHIUSO SENZA ALTRO FUTURO INTERVENTO ! Buona Serata. Prof. Dott. LOVICARIO N. Docente Tecnico Pratico di Laboratorio
commento del 11 Jan 2010, alle ore 19 35
25 - michele.borrielli

Prof. Lovicario, lei mi attribuisce quanto da me mai affermato ("prevalenza didattica tra le 2 autonome discipline"). Sembrer chiaro a chiunque legga il mio intervento la totale non pertinenza delle affermazioni del Prof. Lovicario rispetto a quanto da me affermato. Per quanto poi riguarda la chimica applicata (ad esempio ai materiali, attuale corso Geometri, ma anche altri corsi), mi risulta che questa sia sempre stata di esclusiva competenza del docente laureato in chimica o discipline chimiche della attuale classe di concorso A013 (futura A-33).
commento del 11 Jan 2010, alle ore 22 42

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